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BRINDISI NATALIZIO - Indagine sull'Arte Europea diretta da Carlo Franza

Aggiornamento: 5 gen

La mostra dal titolo "Brindisi natalizio" dell'artista Roberto Rosso che rientra in un progetto artistico

internazionale, "CAPOLINEA FRISA' ", ideato e diretto dal Prof. Carlo Franza (Storico dell'Arte

Moderna e Contemporanea e Critico de IL Giornale fondato da Indro Montanelli) per FRISA' BISTRO',

location internazionalmente nota, che focalizza l'attenzione su talune figure in progress della nuova

stagione artistica europea. L'esposizione curata dal Prof. Carlo Franza, illustre Storico dell'Arte di piano

internazionale, che firma anche il testo, riunisce un certo numero di opere che compongono una vera e

propria installazione, capace di campionare il percorso singolare di questo illustre artista italiano.

All'inaugurazione ci sara una prolusione del Prof. Carlo Franza, curatore della mostra,

unitamente alla partecipazione di intellettuali italiani e stranieri e di numerosi collezionisti. Si

brinderà con vini pugliesi.


Scrive Carlo Franza: "Il tentativo di leggere fenomenologicamente la fotografia conduce inevitabilmente

all'ammissione dello scacco che essa genera, mostrando l'impossibilità di una rappresentazione sincera

del reale. L'obiettivo è sempre intenzionalmente rivolto a un lato dell'evento che "prende di mira" una

"parte" che non soltanto non e l'intero, ma che non può neanche rappresentarlo ... La seduzione

dell'immagine, infatti, ha un tale effetto sull'uomo da "adescarlo" nella morsa della sua rete illusoria. Ne

era consapevole anche Feuerbach ... Il lavoro di Roberto Rosso e in parallelo con un altro illustre

fotografo, Jan Saudek, ceco di origine ebraica, il quale è un fotografo concettuale. Non soltanto

costruisce la sue foto ma ritocca l'immagine attraverso tecniche di postproduzione o modalità

pittorialiste. Eppure non controlla il messaggio. Sovverte il reale conosciuto, piuttosto, oppure avverte

che è una nostra costruzione. Hungry For Your Touch (1971) è forse l'emblema di questa costruzione

del mondo che in noi e inconsapevole ma che permette la visibilita dell'inemendabile. Che quella di

Saudek sia fotografia in senso filosofico si denota dalla sua architettura, così come oggi lo

vediamo in Roberto Rosso, che si e addentrato nel mondo del food. Il soggetto non è mai l'unico

protagonista della foto. Nella costruzione dell'immagine ogni ente presente contribuisce

all'emersione di quello che Ronald Barthes chiamava punctum. Il suo coglimento e la sua

interpretazione dipendono da noi. Quello che, guardando il prodotto fotografico di Roberto

Rosso, chiamo "l'istante e la sua luce". La fotografia ha in sé, dunque, una condizione strabica, folle, che è la sua condizione naturale, allucinatoria, iconica: ciò che è stato non è qui; è qui ciò che non

è più. L'elemento che punge, che colpisce, che ferisce - il punctum - di una fotografia è lo scarto

determinato dalla convivenza di questi estremi: una contraddizione che si risolve in un unico segno da

cui lo spectator è travolto, modificato, rapito. Il punctum però non è coglibile in tutte le foto, ma soltanto

in quella che Barthes chiama la foto essenziale. La fotografia che conserva - come quella essenziale - è

un'opera in movimento, per dirla con Eco, il cui senso rimane sempre aperto poiché è passibile di

un'infinità di letture. Ha una funzione suggestiva ed estetica «in cui il rimando semantico non si consuma

nel riferimento al denotatum, ma si arricchisce continuamente ogni qual volta sia fruito godendo il suo

insostituibile incorporarsi nel materiale di cui si struttura; il significato rimbalza continuamente sul

significante e si arricchisce di nuovi echi; e tutto questo non avviene per un miracolo inspiegabile ma per

la stessa natura interattiva del rapporto gnoseologico, tale quale è spiegabile in termini psicologici,

intendendo cioè il segno linguistico in termini di "campo di stimoli". La distanza, l'assenza, la costruzione,

la manipolazione, la presenza, la riduzione, la contraffazione, la copia, l'imitazione sono particolarità

sempre riferibili al reale, su cui la fotografia costruisce dunque le sue caratteristiche tipologiche e

stilistiche. Essa si comporta esattamente come un'immagine mentale rispetto al suo oggetto. L'oggetto

intenzionale della fotografia è il reale, su di esso il fotografo Roberto Rosso lancia le sue "esche

intenzionali", quello che trae può anche distanziarsene totalmente,

pesca. La fotografia è il modo di pensare la realtà del fotografo".


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